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Vicini lontani: i rapporti tra Italia e Austria nel secondo dopoguerra

Di: Josef Berghold

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Vicini lontani: i rapporti tra Italia e Austria nel secondo dopoguerra

Di: Josef Berghold

Descrizione

Un lungo passato da “nemici secolari”, l’ombra ancora incombente dei rispettivi regimi totalitari appena crollati, il focolaio altoatesino pronto a esplodere: questo il clima dei rapporti tra Italia e Austria nei primi decenni del secondo dopoguerra. Eppure da questa situazione costantemente “in bilico” riesce a svilupparsi una collaborazione diretta alla pacifica convivenza tra i due gruppi etnici. Una delle più aspre contrapposizioni nazionalistiche d’Europa si trasforma così in una reciproca apertura e valorizzazione culturale. In queste pagine tuttavia non si trascura di evidenziare il permanere di motivi di contrasto e diffidenza, dovuti anche al mancato confronto, da entrambe le parti, con il proprio passato nazista e fascista: un deficit civile che ha tuttora un peso sulla politica nazionale dei due paesi.

Josef Berghold, psicologo sociale, nato a Graz nel 1953, ha studiato psicologia e scienze politiche all’Università di Salisburgo e all’Università di Toulouse-Le Mirail. Attualmente visiting professor all’Università di Innsbruck (Istituto di scienze dell’educazione), ha insegnato anche alla New School for Social Research (New York) e alle Università di Klagenfurt, Vienna, Ferrara, Milano e alla Freie Universität di Berlino. Oltre agli argomenti trattati nel volume Vicini lontani edito dal Museo storico, ha lavorato e pubblicato diversi contributi sulle sfide derivanti dai processi di globalizzazione, sui presupposti psicologici sia della solidarietà che della “legge del più forte”, sulle radici del pregiudizio, dell’estremismo e della xenofobia, nonché su temi attinenti ai rapporti interculturali, alla ricerca psicotorica e alla ricerca per la pace.

Sommario

  • Premessa, Giuseppe Ferrandi
  • Introduzione

Capitolo I: Un focolaio bollente

  • Una vertenza in sospeso
  • Il seguito del trattato di Parigi
  • Sotto il segno della guerra fredda
  • La svolta del 1955
  • Contatti strategici dietro le quinte
  • Un'aria di paranoia
  • Una questione «che non esiste» ma che diviene «a piccoli passi sempre più esplosiva»
  • Da Castel Firmiano all'anno commemorativo di Andreas Hofer

Capitolo secondo: Tessere di un retroscena storico-culturale

  • 'Italiani machiavellici'
  • 'Montanari chiusi'
  • Le ombre lunghe del passato nazista e fascista
  • Gli austriaci uguali ai tedeschi

Capitolo terzo: Vie tortuose verso un compromesso

  • Ambigui segnali di apertura
  • I dibattiti all'Onu, carica d'innesco alle trattative
  • La 'notte dei fuochi' e le sue ripercussioni
  • L'effetto-boomerang della repressione
  • Lo spartiacque del processo di Milano
  • Il cammino verso il 'pacchetto' altoatesino

Capitolo quarto: Decenni di distensione e momenti di contrasto

  • Una visita di stato a Roma quale segnale di distensione
  • Aperture a livello capillare
  • Nostalgie mitteleuropee
  • Nuove occasioni per percezioni più diffidenti
  • Vicinato assai disteso negli anni novanta
  • A cavallo tra due millenni

Bibliografia

Indice dei nomi