Nel cuore di Trento, Piazza Venezia è più di un parco: è un viaggio nella storia della città.
Ogni suo angolo custodisce le tracce di epoche diverse, nelle quali esigenze militari, trasformazioni urbane, tragedie della guerra e memoria civile si sono intrecciate, dando forma allo spazio che oggi conosciamo.
La piazza nasce nella seconda metà dell’Ottocento per rispondere alle esigenze militari dell’Impero austriaco, allarmato dai moti rivoluzionari del 1848. Il suo primo nome, Piazza d’Armi, richiama le parate e le esercitazioni delle truppe imperiali che qui si svolgevano. A modellare quest’area contribuì anche una presenza quasi invisibile ma decisiva: l’acqua. Il rio Saluga e la roggia imposero la realizzazione di importanti opere idrauliche e favorirono lo sviluppo delle attività produttive lungo via dei Molini.
All’inizio del Novecento è proprio verso quest’area che si orientano i progetti di espansione della città. Qui sorgono il Teatro Politeama Verdi e i nuovi edifici residenziali che si dispongono lungo l’asse di via Grazioli. I piani di sistemazione della Piazza d’Armi, elaborati da Augusto Sezanne e Annibale Apollonio, propongono due visioni differenti: una privilegia l’edificazione residenziale, l’altra conserva e valorizza il grande spazio verde. Sarà quest’ultima a prevalere, determinando il carattere del parco ancora oggi.
Meno visibile, ma fondamentale nella memoria della città, è la grande galleria scavata nella collina alle spalle dei campi da tennis. Tra il 1944 e il 1945 offrì rifugio a migliaia di persone durante i bombardamenti. Realizzata con grave ritardo, quando le incursioni aeree avevano già provocato decine di vittime nel quartiere della Portela, era costituita da caverne umide e malsane, scavate nella roccia. Nonostante le condizioni difficili, rappresentò un riparo prezioso per chi era rimasto in città e non aveva trovato sicurezza nelle valli.
La trasformazione definitiva del parco in un luogo della memoria avviene nel 1956, settanta anni fa. Il 14 ottobre di quell’anno circa 20.000 persone partecipano all’inaugurazione del monumento dedicato al trentino Alcide De Gasperi, scomparso appena due anni prima. L’imponente complesso monumentale, realizzato in marmo e bronzo, è ricco di significati simbolici: la statua dello statista si erge su un alto piedistallo davanti a un obelisco di venti metri; ai suoi lati si aprono due grandi ali marmoree, larghe trenta metri, che evocano l’aula parlamentare. I bassorilievi raccontano le devastazioni della guerra e la ricostruzione del dopoguerra, mentre quattro figure femminili in abiti contemporanei incarnano le virtù attribuite a De Gasperi, trasformando il monumento in un omaggio non solo alla sua figura, ma anche ai valori della democrazia e della rinascita civile.
—
Un progetto della Fondazione Museo storico del Trentino realizzato con il contributo e la collaborazione del Comune di Trento – Servizio Cultura Turismo e Politiche giovanili.
Trento – Piazza Venezia
, - ()