L’Associazione Museo storico in Trento aps, in collaborazione con Fondazione Alexander Langer Siftung, Movimento nonviolento e Fondazione Museo storico del Trentino, invita all’incontro
ALEXANDER LANGER, COTRUTTORE DI PONTI Nel trentennale della sua scomparsa
Introduce: Roberto De Bernardis, segretario Museo storico in Trento aps
Saluti: Giuseppe Ferrandi, direttore della Fondazione Museo storico del Trentino Christine Stufferin, presidente Fondazione Alexander Langer, Bolzano
Intervengono: Marco Boato, ex parlamentare e autore di una biografia su Alexander Langer Giorgio Mezzalira, storico Mao Valpiana, presidente Movimento Nonviolento
Alexander Langer nasce il 22 febbraio 1946 a Sterzing/Vipiteno da Elisabeth Kofler, farmacista e Artur Langer, ebreo viennese, medico, costretto a trasferirsi a Firenze in seguito delle leggi razziali. Frequenta la scuola media ed il liceo francescano di Bolzano. Nel 1968 a Firenze si laurea in Giurisprudenza. Nel 1972 consegue la laurea in Sociologia a Trento. Insegna nei licei di Bolzano, Merano e Roma e nelle Università di Trento, Klagenfurt e Urbino. Nel 1978 viene eletto nel Consiglio Regionale del Trentino Alto Adige-Südtirol. Si dimette nel 1981 per far posto a un candidato di lingua italiana. Viene riconfermato nel 1983 e nel 1988. Nel 1989 e nel 1994 viene eletto al Parlamento europeo. Tra le innumerevoli proposte di cui è promotore vanno ricordate “La fiera delle utopie concrete” a Città di Castello, dove si misureranno le buone pratiche e le proposte per una effettiva conversione ecologica; la campagna nord-sud e l’Alleanza per il clima, per promuovere progetti di protezione della biosfera. Come Presidente della delegazione per le relazioni con Albania, Bulgaria e Romania, viene incaricato dal Parlamento Europeo di seguire la crisi che attraversa i paesi balcanici. Rappresenta ufficialmente il Parlamento Europeo alla Conferenza di Helsinki II per la Cooperazione e la sicurezza in Europa (luglio 1992), a Sarajevo (1991-93), alla Conferenza sulla stabilità in Europa (Parigi 1994). In Bosnia spende tutte le sue energie per portare aiuti umanitari e per fermare la guerra. Il 26 giugno 1995, con una delegazione si reca a Cannes dove si svolge il vertice dei capi di stato e di governo europei per presentare l’appello “L’Europa nasce o muore a Sarajevo”, chie- dendo un intervento di “polizia internazionale” per fermare i massacri. Rimane inascoltato. Il 3 luglio 1995 a Firenze si toglie la vita.
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